Odori in Cucina: Come Eliminare i cattivi odori dalla cucina!

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Photo credit: NancyHugoCKD.com / Foter / CC BY-ND

Odori in cucina: Non è stato necessario il boom delle trasmissioni tv per farci capire quanto, noi italiani, amiamo la cucina.

Non solo l’arte culinaria, il preparare manicaretti più o meno complessi, ma anche la stanza della casa in cui lo facciamo, la cucina, sempre calda, accogliente e famigliare. Ma, talvolta, per via degli odori in cucina, maleodorante.

Arriva il momento spiacevole in cui vi accorgete che ci sono odori in cucina; siete sicuri dell’igiene e della pulizia della vostra casa eppure gli odori persistono. Sgradevoli. Il primo posto dove annusate per individuare l’origine dei vostri odori in cucina è il lavandino: piccoli residui di cibo, acqua stagnate, liquidi vari e dal vostro lavandino esce la puzza a invadere la vostra cucina. Si tratta di un problema di scarichi, e le soluzioni sono note e a portata di tutti.

Gli odori in cucina, però, hanno spesso altre origini, talvolta più sottili altre volte più palesi.

Cosa fare quando è il frigorifero il tempio dei vostri personali odori in cucina?

Saggezza popolare suggerisce il normale bicarbonato di sodio, di cui si dice possedere qualità assorbi odori; in seconda battuta l’aceto, con le medesime proprietà ma che tende a sostituire il proprio al precedente. Rimedi ottimi per chi ha appena traslocato e, dopo estenuanti pulizie, ha trovato odori in cucina. Ma poi la vita continua, la vostra nella casa nuova, e gli odori restano.

Di chi è la colpa degli odori in cucina?

Senza tante premesse né perifrasi occorre ammettere che gli odori in cucina arrivano dal cibo che cuciniamo, mangiamo, consumiamo. Tanto bello cucinare, altrettanto piacevole passare del tempo in cucina, ma poi arriva la conseguenza inaspettata e sgradevole. E a quel punto, per dirla brutalmente, non c’è bicarbonato che tenga!

I residui di cibo, in cucina, sono ovunque. Gli odori in cucina potrebbero annidarsi in tutti questi posti, dalla pattumiera al piano del lavello, dalla stufa alla spugna con cui laviamo i piatti: una ricerca scientifica ha dimostrato che il punto più sporco della casa è proprio la spugnetta con cui laviamo piatti e stoviglie.

Chiunque di noi abbia mai provato l’esperienza del cibo etnico potrà poi confermare che gli odori in cucina rimangono addosso sui vestiti e sulla pelle. Senza che ci mettiamo a cucinare kebab o cibo indiano, più vicino a noi ricordiamo, dall’infanzia, la pesante puzza di cavoli bolliti, l’odore di pesce quando un parente o un conoscente arriva con una trota di fiume oppure la puzza di aglio: in Piemonte basta nominare il piatto tipico, “Bagna caoda” per sentirne immediatamente l’odore.

Questi odori in cucina faticano ad andarsene, pur avendo attivato la cappa durante la preparazione. Un piacevole ricordo di una serata, forse, ma nessun odore è realmente piacevole se dura per giorni. E per quanto possa sembrare ospitale una cucina, va ammesso che se gli odori in cucina iniziano a diffondersi nel resto della casa, è un problema da risolvere.

Gli odori in cucina devono stare in cucina, ad ognuno il suo posto: cucinare è un momento ben preciso nella nostra vita e in quella degli ospiti, odori di cucina fuori tempo sono anche fuori luogo.

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